lunedì 30 maggio 2011

Sparire la notte.

Ripetendo tante volte le stesse azioni
abbiamo dato vita ad un rito profano
celebrato sull'altare dei nostri corpi
equidistanti dal bene e dal male.
Quante volte abbiamo ripetuto quei gesti?
Quante volte quelle carezze e quei baci?
Quante volte l'aria si è trasformata nei tuoi capelli
con i quali avrei dovuto impiccarti?
Quanto volte ho avuto l'occasione di farlo
e invece ti ho preso a morsi
per la rabbia e la passione?
Siamo stati incapaci di adorare quel Dio
a cui tutti rivolgono i loro sospiri,
quel Dio per cui si mente
per stare fuori tutta la notte
senza che si sappia.
Abbiamo tradito quel Dio
che c'aveva eletto, fra tutti,
suoi apostoli.
Avrei dovuto strozzarti con i tuoi capelli
quando ne ho avuto l'occasione.
Avrei dovuto...
quante cose.

venerdì 27 maggio 2011

È il tempo scandito dalle scene di un film.

Ci siamo annusati,
morsi, toccati,
stretti, leccati,
guardati e ascoltati.
I nostri sensi affannati.
Le nostre ferite infette,
le nostre mani sporche,
e le nostre parole stanche.
Le nostre ferite nere,
le nostre mani corrotte,
le nostre parole silenziose:
nuvole senza speranza di pioggia
a negare sollievo alla nostra sete
di sole e di acqua.
A coprire il nostro futuro.

Abbiamo spiato la vita degli altri
e ne siamo rimasti corrotti.
(È il tempo scandito dalle scene di un film).

Bisognerà scovare quel pensiero che
mi tiene sveglio la notte e che
al mattino mi tira via dal letto
gridando che lui è giù in piedi da un pezzo.

Ritorno al futuro.

Sei un esercito pacifista.
Vorrei fuggirti e abbracciarti.
Prigione con sbarre di denti
e cancello di labbra,
sorridi e le tue palpebre si stringono
a mantenere in equilibrio la tua bellezza.
Evadono le tue parole e hanno un profumo
che ha limiti netti nelle pause,
tra le virgole e i punti.
le tue "S" morbide sono da mordere.

Ho scritto mari di parole
e ora ho scoperto che scrivevo di te.
Ti ritrovo in tutto quello che ho scritto
è come guardare la foto di un ostaggio
con un giornale tra le mani;
un orologio fermo la cui lancetta
tenta di avanzare ma non riesce;
un adesivo sbiadito
su un cartellone pubblicitario.
Sei lì in quelle frasi che
parlavano al futuro.

domenica 22 maggio 2011

Commento sonoro.

Ho bisogno di una colonna sonora. Nei film riesci a capire il significato di un momento dalla musica: due persone stanno soltanto parlando e dalla colonna sonora puoi sapere se si stanno per baciare, dirsi addio, fare qualcosa di buffo. Io non riesco a cogliere l'umore del momento. Avrei bisogno di una colonna sonora che me lo spieghi.

Non lo so.

Il fatto è che il passato non può essere cambiato.
E se ti ho fatto piangere è stato solo per tenerti in vita, che la vita è una valle di lacrime.

...dici? dici il resto della vita insieme?! non dobbiamo pensarlo, deve succedere. E alla fine, un giorno, mi dirai "Ehi hai fatto caso che siamo stati tutta la vita insieme" e io ti risponderò che ci stavo giusto pensando.
E se ti faccio piangere è solo per tenerti in vita, che la vita è una valle di lacrime.

sabato 21 maggio 2011

Panni stesi.

Sei come il segno della molletta che resta sulla maglia dopo averla stesa. La molletta è necessaria così che il vento non porti via la maglia. La molletta è necessaria così che la maglia non cada a terra e si sporchi di nuovo. La molletta la puoi appuntare in un punto della maglia poco visibile, ma lascia comunque il segno. E questo segno rovina la forma della maglia, che quando l'indossi si vede. Sei come il segno della molletta che resta sulla maglia dopo averla stesa. Sei necessaria. E corrompi la forma della maglia.

venerdì 20 maggio 2011

La fine del mondo.

I Maya hanno sbagliato: la fine del mondo sei tu.
La fine del mondo è iniziata quando sei nata. In pochi l'hanno notato. I tuoi parenti, qualche amico dei tuoi genitori, forse anche qualche vicino e qualche passante che in quanto passante è passato davanti alla porta di casa tua e ha notato quel fiocco colorato che s'usa attaccare alla porta quando nasce un bambino. Sia chiaro: in pochi hanno fatto caso alla tua nascita. Nessuno sapeva che quel giorno è iniziata la fine del mondo. Lo so solo io e ora lo dico a tutti. Infatti dico che quel giorno è iniziata la fine del mondo. E la fine del mondo da quel giorno è cresciuta. Da quando succhiavi le tette a tua madre ad ora che le tette le succhiano a te, non tuo figlio, ma i tuoi amanti.
Sei la fine del mondo, che poi non sei poi la fine del mondo. Sei la fine del mondo che avanza, cresce, impara quello che le serve per far finire il mondo.