Monolocale con bagno e cucina e un letto matrimoniale a rubare spazio.
Sdraiati sul letto noi e tutto intorno il buio. Ma non solo buio: il soffitto in legno scricchiola stringendosi nel freddo della notte dopo il caldo del giorno come a sottolineare il calore che c'era fra noi e il gelo attuale. E non solo buio e legno scricchiolante ma anche musica, leggera, soffice appena udibile con una voce calda e clemente che biascica parole che più o meno dicono "Ma se mi stacco da te mi strappo tutto ma il mio meglio, o il mio peggio ti rimane attaccato, appiccicoso come un olio denso".
Ora sto ascoltando quella canzone sdraiato in questo letto singolo dove non sarei mai dovuto arrivare. Dalla macchina sulla strada guidando ho visto l'insegna di questo albergo: Shalimar Hotel. Proprio come la canzone che ora ascolto su questo letto singolo nella luce del giorno e sotto questo soffitto bianco di mattoni. E ricordo. Ricordo di noi in quella casa, ricordo come andò quella sera e come andarono tutte le altre.
Si fa notte ma le serrande non le abbasso "Che sia il sole a svegliarmi domattina" penso. E intanto ricordo. Guardo i pochi mobili della stanza e nessuno mi parla di quella casa. Nessuno a parte un quadro che ritrae una donna che riposa su un'amaca.
Dormo e riposo anche io. Arriverò in ritardo. Ma riposato.
(da accompagnarsi sorprendentemente con "Il Punto Sulla Vita" - Album: Hotel Lamemoria - Tibe)
mercoledì 7 maggio 2008
Ars Aruspicina
"...Lo sapevi che dovevamo finire cosi, dio mio e non so correre nella notte senza meta, senza una luna e tu che inventi fantasmi e spettri per farmi urlare di rimorsi nell'oscurità..."
("Dio Mio" - Il Teatro Degli Orrori)
La fine è qualcosa di superfluo da pronosticare. Meno futuribile è il "quando, come e perché".
QUANDO:
addirittura ci si trova sulla linea del traguardo senza accorgersene; magari si era appena partiti oppure si viaggiava da tempo immemore e Fine. Niente nastro da tagliare, c'è sempre qualcuno che arriva prima di te.
COME:
come...
In ogni modo. Sinceramente preferisco fini cruenti e spettacolari, adoro il colpo di scena, il teatrale. Quando è possibile e il budget lo permette il finale del film ha i suoi effetti speciali.
Comunque: in ogni modo.
PERCHE':
il perché è il punto più ostico. Ad un primo sguardo può sembrare semplice e banale:
"Perché?"
"E' arrivato il momento di farla finita"
Il "perché" è sempre che è arrivato il momento di farla finita ma questo richiama senza via di fuga il "QUANDO" introducendoci in un vortice vizioso. Il "perché" ben definito e certo ("è arrivato il momento") sfuma nel "quando" maledettamente vago ed indeterminato.
...e io sono un aruspice...
(Da accompagnarsi con "Dio Mio" - Album: Dell'Impero Delle Tenebre - Il Teatro Degli Orrori)
("Dio Mio" - Il Teatro Degli Orrori)
La fine è qualcosa di superfluo da pronosticare. Meno futuribile è il "quando, come e perché".
QUANDO:
addirittura ci si trova sulla linea del traguardo senza accorgersene; magari si era appena partiti oppure si viaggiava da tempo immemore e Fine. Niente nastro da tagliare, c'è sempre qualcuno che arriva prima di te.
COME:
come...
In ogni modo. Sinceramente preferisco fini cruenti e spettacolari, adoro il colpo di scena, il teatrale. Quando è possibile e il budget lo permette il finale del film ha i suoi effetti speciali.
Comunque: in ogni modo.
PERCHE':
il perché è il punto più ostico. Ad un primo sguardo può sembrare semplice e banale:
"Perché?"
"E' arrivato il momento di farla finita"
Il "perché" è sempre che è arrivato il momento di farla finita ma questo richiama senza via di fuga il "QUANDO" introducendoci in un vortice vizioso. Il "perché" ben definito e certo ("è arrivato il momento") sfuma nel "quando" maledettamente vago ed indeterminato.
...e io sono un aruspice...
(Da accompagnarsi con "Dio Mio" - Album: Dell'Impero Delle Tenebre - Il Teatro Degli Orrori)
Samuel Finley Breese Morse La Mela
Samuel Finley Breese Morse (Charlestown, 27 aprile 1791 – New York, 2 aprile 1872) è stato un inventore statunitense; è conosciuto per aver inventato insieme con un altro inventore americano, Alfred Vail, il telegrafo elettrico e il relativo alfabeto (o Codice Morse) che da lui prende il nome.
Il codice Morse è una forma di comunicazione digitale, tuttavia diversa dai moderni codici digitali binari che usano solo due stati (comunemente rappresentati con 0 e 1), il Morse infatti ne usa 5: punto (•), linea (—), intervallo breve (tra ogni lettera), intervallo medio (tra parole) e intervallo lungo (tra frasi).
Persone sconosciute parlano lingue diverse nonostante parlino la stessa lingua. Prima che si raggiunga un'efficace comunicazione c'è bisogno di un tempo X in cui, grazie a fraintendimenti e malintesi (misunderstanding) , si raggiunga una giusta interpretazione non solo delle singole parole e delle frasi ma soprattutto delle intonazioni e inconsciamente della comunicazione non verbale.
Il codice Morse complica tutto. Come tutti i mediatori della trasmissione di un messaggio il Morse complica tutto e riempie la comunicazione di artefatti. Come se già non fosse difficile comunicare.
Lingue diverse e io il morse non lo capisco.
Il Morse al massimo può essere un ritmo sul quale, se sono in vena, muovermi come uno scemo. La cosa interessante è come una cosa che ritenevo di poca importanza all'improvviso si possa caricare di valori emotivi.
Dimenticavo -. --- - - .
(Notizie su Morse e il suo codice tratte da Wikipedia)
Il codice Morse è una forma di comunicazione digitale, tuttavia diversa dai moderni codici digitali binari che usano solo due stati (comunemente rappresentati con 0 e 1), il Morse infatti ne usa 5: punto (•), linea (—), intervallo breve (tra ogni lettera), intervallo medio (tra parole) e intervallo lungo (tra frasi).
Persone sconosciute parlano lingue diverse nonostante parlino la stessa lingua. Prima che si raggiunga un'efficace comunicazione c'è bisogno di un tempo X in cui, grazie a fraintendimenti e malintesi (misunderstanding) , si raggiunga una giusta interpretazione non solo delle singole parole e delle frasi ma soprattutto delle intonazioni e inconsciamente della comunicazione non verbale.
Il codice Morse complica tutto. Come tutti i mediatori della trasmissione di un messaggio il Morse complica tutto e riempie la comunicazione di artefatti. Come se già non fosse difficile comunicare.
Lingue diverse e io il morse non lo capisco.
Il Morse al massimo può essere un ritmo sul quale, se sono in vena, muovermi come uno scemo. La cosa interessante è come una cosa che ritenevo di poca importanza all'improvviso si possa caricare di valori emotivi.
Dimenticavo -. --- - - .
(Notizie su Morse e il suo codice tratte da Wikipedia)
lunedì 5 maggio 2008
Qualcosa in comune
"La sparizione delle sagome dei camerieri fuori dai ristoranti non è avvenuta in una data precisa sono cose che misteriosamente accadono..."
(Cinnamon - Offlaga Disco Pax)
Le cose accadono. Più o meno tutte. Anzi tutte: anche quelle che vengono soltanto immaginate succedono nella testa di chi le pensa (a volte può causare dei problemi).
Le cose accadono più o meno tutte, anzi tutte, ma non sempre ce ne accorgiamo, magari distrattamente un giorno sentendo una canzone t'accorgi che fuori dai ristoranti non ci sono più quelle sagome che ritraevano abili e attenti camerieri, camerieri che ti accoglievano sorridenti all'ingresso e ugualmente sorridenti ti salutavano dopo il pasto. Noto questa cosa e resto sorpreso di non essermene accorto prima. E cerco di fare più attenzione.
Faccio attenzione e...
Pensavo di essere sazio e di non avere fame poi ho visto una torta e ho capito di non esserlo.
Sono come un bimbo che fa i capricci davanti ad una vetrina e non so neanche se la torta è buona; essendo un bimbo non capisco il valore dei soldi e di conseguenza non so se posso permettermela.
Le sagome dei camerieri fuori dai ristoranti e la mia sazietà entrambe sparite e per entrambe non mi ero reso conto di nulla.
Le sagome dei camerieri fuori dai ristoranti e la mia sazietà hanno qualcosa in comune, mi risulta strano dirlo ma è così.
(Cinnamon - Offlaga Disco Pax)
Le cose accadono. Più o meno tutte. Anzi tutte: anche quelle che vengono soltanto immaginate succedono nella testa di chi le pensa (a volte può causare dei problemi).
Le cose accadono più o meno tutte, anzi tutte, ma non sempre ce ne accorgiamo, magari distrattamente un giorno sentendo una canzone t'accorgi che fuori dai ristoranti non ci sono più quelle sagome che ritraevano abili e attenti camerieri, camerieri che ti accoglievano sorridenti all'ingresso e ugualmente sorridenti ti salutavano dopo il pasto. Noto questa cosa e resto sorpreso di non essermene accorto prima. E cerco di fare più attenzione.
Faccio attenzione e...
Pensavo di essere sazio e di non avere fame poi ho visto una torta e ho capito di non esserlo.
Sono come un bimbo che fa i capricci davanti ad una vetrina e non so neanche se la torta è buona; essendo un bimbo non capisco il valore dei soldi e di conseguenza non so se posso permettermela.
Le sagome dei camerieri fuori dai ristoranti e la mia sazietà entrambe sparite e per entrambe non mi ero reso conto di nulla.
Le sagome dei camerieri fuori dai ristoranti e la mia sazietà hanno qualcosa in comune, mi risulta strano dirlo ma è così.
sabato 3 maggio 2008
Se piove...
Se stai scivolando
allora scivola per bene
con impegno cadi giù
e non ti aggrappare a niente
tocca terra
se qualcuno ti ha ferito tu parla con lui
sbattigli il cuore in faccia
non evitarlo perché hai bisogno di un'altra ferita
ma soprattutto se piove non aprire l'ombrello
aspetta il tuo giorno di sole non puoi fare di meglio
se ami una donna
cercane un'altra da non amare
ti sentirai meno fragile
e più capace di amarle allo stesso identico modo
se ti sfugge il motivo
e la ragione delle cose
molto probabilmente
c'è un motivo e c'è una ragione ma non fanno per te
ma soprattutto se piove non aprire l'ombrello
aspetta il tuo giorno di sole non puoi fare di meglio
se ascolti una canzone
sai bene quando è vera
e quando certe volte
è solo un pretesto per fare vibrare l'aria
ma soprattutto se piove non aprire l'ombrello
aspetta il tuo giorno di sole non puoi fare di meglio.
Max Gazzè
allora scivola per bene
con impegno cadi giù
e non ti aggrappare a niente
tocca terra
se qualcuno ti ha ferito tu parla con lui
sbattigli il cuore in faccia
non evitarlo perché hai bisogno di un'altra ferita
ma soprattutto se piove non aprire l'ombrello
aspetta il tuo giorno di sole non puoi fare di meglio
se ami una donna
cercane un'altra da non amare
ti sentirai meno fragile
e più capace di amarle allo stesso identico modo
se ti sfugge il motivo
e la ragione delle cose
molto probabilmente
c'è un motivo e c'è una ragione ma non fanno per te
ma soprattutto se piove non aprire l'ombrello
aspetta il tuo giorno di sole non puoi fare di meglio
se ascolti una canzone
sai bene quando è vera
e quando certe volte
è solo un pretesto per fare vibrare l'aria
ma soprattutto se piove non aprire l'ombrello
aspetta il tuo giorno di sole non puoi fare di meglio.
Max Gazzè
venerdì 2 maggio 2008
Super Mario
Quando anche giocare a Super Mario diventa uno strazio significa che c'è qualcosa di strano.
Accendo cerco il salvataggio da caricare e non c'è: sgomento! e poi ricordi.
Pensieri.
Inizio a giocare dal principio...supero abilmente i primi livelli tra funghetti fiori e tartarughine varie e giungo ad un quadro dove il terreno è fatto dalla testa dei funghi che fungono da tappeti elastici: avanzo, lancio palline infuocate rimbalzanti e poi ricordi
E mi getto in un precipizio tanto per averti vicino.
E sbaglio dove sbagliavi per avere le tue mani su quel gioco.
Spengo.
Quando anche giocare a Super Mario diventa uno strazio significa che c'è qualcosa di strano.
Ora andrò in spiaggia, lì Super Mario non dovrebbe seguirmi.
Lì ci sono granelli di sabbia a cui pensare e onde che vanno via da ricordare.
Accendo cerco il salvataggio da caricare e non c'è: sgomento! e poi ricordi.
Pensieri.
Inizio a giocare dal principio...supero abilmente i primi livelli tra funghetti fiori e tartarughine varie e giungo ad un quadro dove il terreno è fatto dalla testa dei funghi che fungono da tappeti elastici: avanzo, lancio palline infuocate rimbalzanti e poi ricordi
E mi getto in un precipizio tanto per averti vicino.
E sbaglio dove sbagliavi per avere le tue mani su quel gioco.
Spengo.
Quando anche giocare a Super Mario diventa uno strazio significa che c'è qualcosa di strano.
Ora andrò in spiaggia, lì Super Mario non dovrebbe seguirmi.
Lì ci sono granelli di sabbia a cui pensare e onde che vanno via da ricordare.
giovedì 1 maggio 2008
Due piedi
Solitamente i miei pensieri vagabondano da una strada all'altra e ora che non possono perché rinchiusi da un provvedimento coatto, la necessità del movimento è acquisita dal corpo. Spiagge desolate con onde silenziose, un cielo infinito e le stelle che senza successo cercano di disegnargli un limite, una strana luna.
Solo le forze dell'ordine nei panni di due carabinieri sembrano notarmi ma probabilmente capiscono anche loro che è meglio lasciarmi stare.
Solo le forze dell'ordine nei panni di due carabinieri sembrano notarmi ma probabilmente capiscono anche loro che è meglio lasciarmi stare.
Iscriviti a:
Post (Atom)