L'amore al reverse
e le lenzuola che fuggono via
alle cinque del mattino
anche e soprattutto d'estate.
I miei problemi di messa a fuoco
nelle fantasie e nei sogni
e te che torni indietro
come qualcosa che non ho digerito.
Sei una montagna che ho tagliato in due
con un colpo di taglio della mano
e ora sembri soltanto una pietra sbeccata;
e ora sei soltanto
un picco del mio elettrocardiogramma.
giovedì 18 agosto 2011
mercoledì 10 agosto 2011
Il Medioevo
Lei è il Medioevo.
Il classico, il moderno e il contemporaneo
sono svanite.
Lei è la stasi di ricordi e di emozioni
che, sempre uguali a se stesse,
persistono (come il respiro).
Il classico, il moderno e il contemporaneo
sono svanite.
Lei è la stasi di ricordi e di emozioni
che, sempre uguali a se stesse,
persistono (come il respiro).
Frammenti
"Sono una parte di quella forza che eternamente
vuole il male ed eternamente opera il bene."
Di te mi sono rimasti solo i pisolini postprandiali.
Ti ho giurato che il mio amore fosse immortale ma non che io fossi infallibile.
Dove sei sconosciuta che sorride a tutti? Dove sei con le tue quattro lettere, accoppiate in due sillabe, una che sbatte sul palato e l'altra che fugge e sibila tra i denti?
Chi suonava quella sera in quel locale dove un tavolo ed una birra hanno assistito a quel bacio?
È scoppiata una bomba e non sento più niente.
You fuck me through the eyes, in my brain, che l'amore è solo l'idea che la Natura ha di un dispositivo anticoncezionale.
Fingi di non vedere per vederti perfetta e io non potrei mai essere perfetto neanche in due, che l'amore è solo un espediente della Natura per il controllo delle nascite.
Sai che fare quando la felicità ti tiene sveglio e ti sfianca?
Sai perché il corpo produce anticorpi e la mente no.
Cos'hai premuto? cos'hai toccato che qui si è spento tutto?
La tua ragazza non è tua madre e tu non sei un bambino o un cane e io che non ho mai cercato e non sto cercando una cosa simile non capisco.
"Il deserto australiano non è abbastanza fitto per scappare da una donna che vuole un figlio da te"
vuole il male ed eternamente opera il bene."
Di te mi sono rimasti solo i pisolini postprandiali.
Ti ho giurato che il mio amore fosse immortale ma non che io fossi infallibile.
Dove sei sconosciuta che sorride a tutti? Dove sei con le tue quattro lettere, accoppiate in due sillabe, una che sbatte sul palato e l'altra che fugge e sibila tra i denti?
Chi suonava quella sera in quel locale dove un tavolo ed una birra hanno assistito a quel bacio?
È scoppiata una bomba e non sento più niente.
You fuck me through the eyes, in my brain, che l'amore è solo l'idea che la Natura ha di un dispositivo anticoncezionale.
Fingi di non vedere per vederti perfetta e io non potrei mai essere perfetto neanche in due, che l'amore è solo un espediente della Natura per il controllo delle nascite.
Sai che fare quando la felicità ti tiene sveglio e ti sfianca?
Sai perché il corpo produce anticorpi e la mente no.
Cos'hai premuto? cos'hai toccato che qui si è spento tutto?
La tua ragazza non è tua madre e tu non sei un bambino o un cane e io che non ho mai cercato e non sto cercando una cosa simile non capisco.
"Il deserto australiano non è abbastanza fitto per scappare da una donna che vuole un figlio da te"
martedì 9 agosto 2011
Appunti su di te.
Sei un'onda.
Intelligente come la Natura.
Spietata come l'intelligenza della Natura.
Sorda come un dio o un santo.
Bella come una madonna dipinta in una chiesa,
di pelle di tutti i colori
mescolati insieme,
fredda come la neve
e come la neve lucente.
I tuoi occhi vedono e pensano,
si avverte immediatamente,
e poi la tua mente ripensa quei pensieri
creando così la tua coscienza.
Così funzionano i tuoi sensi:
un'anatomia comparata diversa dalla norma
che deve tenere conto (anche)
del moto degli astri e degli elettroni.
E se parli, che non parli mai,
lanci incantesimi di parole
come navi fluttuanti nel mare dell'aria,
che il porto delle mie orecchie
fa fatica a gestire.
Intelligente come la Natura.
Spietata come l'intelligenza della Natura.
Sorda come un dio o un santo.
Bella come una madonna dipinta in una chiesa,
di pelle di tutti i colori
mescolati insieme,
fredda come la neve
e come la neve lucente.
I tuoi occhi vedono e pensano,
si avverte immediatamente,
e poi la tua mente ripensa quei pensieri
creando così la tua coscienza.
Così funzionano i tuoi sensi:
un'anatomia comparata diversa dalla norma
che deve tenere conto (anche)
del moto degli astri e degli elettroni.
E se parli, che non parli mai,
lanci incantesimi di parole
come navi fluttuanti nel mare dell'aria,
che il porto delle mie orecchie
fa fatica a gestire.
mercoledì 13 luglio 2011
Capirai
Ricordi quel tramonto al mare, nell'acqua a fare l'amore fin quando il sole non è sparito dietro l'orizzonte dopo aver passeggiato con quella tua amica snob, che per mettersi al centro dell'attenzione mangiava piselli freschi? E il bambino in braccio al papà nella gelateria che aveva fatto la cacca e il relativo nauseabondo odore?
Come può qualcuno ritrovarsi in queste vicende? è per questo che non avrò mai successo. Non l'hai mai capita questa mia affermazione.
Sei una fede che porto al dito del piede per illudermi che non siamo sempre soli.
E neanche questa capirai.
Come può qualcuno ritrovarsi in queste vicende? è per questo che non avrò mai successo. Non l'hai mai capita questa mia affermazione.
Sei una fede che porto al dito del piede per illudermi che non siamo sempre soli.
E neanche questa capirai.
lunedì 4 luglio 2011
Pensieri di te
C'era un tempo in cui non si distingueva l'aurora dal tramonto,
in quel tempo nella mia mente
è nata l'idea di te.
E di te ho pensato
che sei come la Libertà
a tratti ovvia e scontata
e a tratti oscura e sconosciuta.
Ho pensato che la tua pelle ha
lo stesso colore pallido della bandiera
che sventolo quando mi guardi e mi sfiori.
Ho pensato che ho tutta una canzone intera
per sperare nel tuo ritorno
e ogni nota per fallire,
che sei come una canzone
che ti prende e ti fa ballare,
e ti rendi ridicolo,
e canti e non sai cantare.
in quel tempo nella mia mente
è nata l'idea di te.
E di te ho pensato
che sei come la Libertà
a tratti ovvia e scontata
e a tratti oscura e sconosciuta.
Ho pensato che la tua pelle ha
lo stesso colore pallido della bandiera
che sventolo quando mi guardi e mi sfiori.
Ho pensato che ho tutta una canzone intera
per sperare nel tuo ritorno
e ogni nota per fallire,
che sei come una canzone
che ti prende e ti fa ballare,
e ti rendi ridicolo,
e canti e non sai cantare.
lunedì 27 giugno 2011
Come è bello sognare, è molto meglio che stare qua.
“Crestfallen emotion
Wallowing in guilt
and drowning for evermore
Falling deeper into fear
My inner self is now
a sleeper of stone.
Help me.”
Ti apro la porta e ti faccio segno col dito sulle labbra di fare piano, poi ti volto le spalle e, mentre tu chiudi la porta, vado verso la mia camera. Entro e mi siedo sul letto aspettandoti. Tu arrivi, chiudi un’altra porta e vieni verso di me, mi spingi facendomi capire che ti vuoi sdraiare. Mi sposto e tu ti sdrai affianco a me. Mi abbracci. Così eravamo rimasti d’accordo. Mi hai scritto “Dobbiamo vederci”, e io pensando di conoscerti ti ho risposto che non avevo la minima intenzione e neanche la voglia di parlare dei tuoi problemi con quell’altro, o di sentire i tuoi lamenti su di me che prima ero… e ora sono… E tu: “Non sono queste le mie intenzioni”. “E allora quali sono le tue intenzioni?”. “Venire da te e abbracciarti per ore”. E così è andata. Sei stata di parola. Almeno una volta.
Abbracciati sul letto, ti stringo piano. Ogni tanto piangi e non so perché, e non te lo chiedo, ti stringo solo un po’ più forte, contando le lacrime che mi cadono sulla spalla.
Wallowing in guilt
and drowning for evermore
Falling deeper into fear
My inner self is now
a sleeper of stone.
Help me.”
Ti apro la porta e ti faccio segno col dito sulle labbra di fare piano, poi ti volto le spalle e, mentre tu chiudi la porta, vado verso la mia camera. Entro e mi siedo sul letto aspettandoti. Tu arrivi, chiudi un’altra porta e vieni verso di me, mi spingi facendomi capire che ti vuoi sdraiare. Mi sposto e tu ti sdrai affianco a me. Mi abbracci. Così eravamo rimasti d’accordo. Mi hai scritto “Dobbiamo vederci”, e io pensando di conoscerti ti ho risposto che non avevo la minima intenzione e neanche la voglia di parlare dei tuoi problemi con quell’altro, o di sentire i tuoi lamenti su di me che prima ero… e ora sono… E tu: “Non sono queste le mie intenzioni”. “E allora quali sono le tue intenzioni?”. “Venire da te e abbracciarti per ore”. E così è andata. Sei stata di parola. Almeno una volta.
Abbracciati sul letto, ti stringo piano. Ogni tanto piangi e non so perché, e non te lo chiedo, ti stringo solo un po’ più forte, contando le lacrime che mi cadono sulla spalla.
Iscriviti a:
Post (Atom)