giovedì 26 febbraio 2009

Istruzioni per l'abuso

I miei pensieri sono materia liquida.
Essi nuotano uno dentro l'altro. A volte qualcuno va in profondità e giace sul fondo per riposare o magari nascondendosi nel buio dell'abisso tenta di sbucare fuori all'improvviso per prendere qualche altro pensiero e portarlo con se in superficie, senza nessuna logica, senza troppa premeditazione, giocosamente. Altre volte i pensieri più pesanti e tetri si uniscono tra loro, precipitano in blocchi e rimangono sul fondo e sul fondo ne aspettano altri precipitare, depositarsi sulla loro superficie e stratificandosi sotto la pressione del resto della massa liquida pensosa formare un blocco solido con un volume sempre maggiore: il monolite nero.
I pensieri più leggeri e felici sfrecciano vicino la superficie, ogni tanto saltano al di fuori e ricadendo nel fluido producono schizzi di ricordi. Quando fa più caldo queste saette di pensiero divengono sempre più calde e tra un salto e l'altro si perdono nell'aria vaporizzandosi.
Succede a volte che troppi di questi pensieri si staccano dagli altri riducendo il volume del fluido mentale, facendo si che il monolite nero non stia più nelle profondità ma si avvicini alla superficie. Così molti pensieri veloci impattano sull'infausto blocco polverizzandone piccoli frammenti che nel poco liquido facilmente raggiungono concentrazioni nocive con il risultato di una contaminazione totale. A questo punto i pensieri relativamente più pensanti avvelenati precipitano e si inglobano nel monolite divenendo irrecuperabili, quelli più leggeri infettati che riescono a vaporizzarsi contaminano le altre nell'aria e formano delle nubi nere che scatenano tempeste riempiendo la pozza cerebrale, diluendo sì la tossina rilasciata dal monolite ma anche raffreddando tutti i pensieri e scaricandone di pesanti.
Lo so è assurdo: quei pensieri felici sono causa dell'ingrandirsi di quel triste, solido blocco sul fondo. E sulla sua solidità ci sono le mie basi.

(da accompagnarsi con "Ridi Irene Ridi" - Album: Fiducia nel nulla migliore - Moltheni)

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