sabato 21 maggio 2011

Panni stesi.

Sei come il segno della molletta che resta sulla maglia dopo averla stesa. La molletta è necessaria così che il vento non porti via la maglia. La molletta è necessaria così che la maglia non cada a terra e si sporchi di nuovo. La molletta la puoi appuntare in un punto della maglia poco visibile, ma lascia comunque il segno. E questo segno rovina la forma della maglia, che quando l'indossi si vede. Sei come il segno della molletta che resta sulla maglia dopo averla stesa. Sei necessaria. E corrompi la forma della maglia.

venerdì 20 maggio 2011

La fine del mondo.

I Maya hanno sbagliato: la fine del mondo sei tu.
La fine del mondo è iniziata quando sei nata. In pochi l'hanno notato. I tuoi parenti, qualche amico dei tuoi genitori, forse anche qualche vicino e qualche passante che in quanto passante è passato davanti alla porta di casa tua e ha notato quel fiocco colorato che s'usa attaccare alla porta quando nasce un bambino. Sia chiaro: in pochi hanno fatto caso alla tua nascita. Nessuno sapeva che quel giorno è iniziata la fine del mondo. Lo so solo io e ora lo dico a tutti. Infatti dico che quel giorno è iniziata la fine del mondo. E la fine del mondo da quel giorno è cresciuta. Da quando succhiavi le tette a tua madre ad ora che le tette le succhiano a te, non tuo figlio, ma i tuoi amanti.
Sei la fine del mondo, che poi non sei poi la fine del mondo. Sei la fine del mondo che avanza, cresce, impara quello che le serve per far finire il mondo.

Fabbrica

Meglio morire che dover non dire. Dite bene voi cara madre quando dite di certi santi che vengono a scoprire le grandi verità su Dio, la Madonna, il cielo, il paradiso e l'inferno, che questi santi per paura che gli scappi detta 'sta verità che è troppo grande e troppo importante per le persone, per i cristiani normali e soliti, quei santi lì che vengono a scoprire le grandi verità, scappano in cima alle montagne, nel ventre dei boschi per parlare coi sassi, con le pietre morte, coi rami secchi ma non più coi cristiani che non gli scappi detto. Che è meglio che la gente normale non la viene a sapere.

Il baobab


Ci credi se ti dico che esiste un albero che cresce di dieci centimetri ogni dieci minuti? che poi sono un centimetro al minuto, che sarebbero non so quanti millimetri al secondo? Tu lo guardi e lo vedi crescere.
E no... tu non ci credi. Io lo so perché tu non ci credi. Perché noi crediamo solo alle cose che vediamo o che abbiamo già sentito dire da un sacco di persone o dalla televisione. Neanche io ci crederei fossi in te.
E quindi tu non ci credi a quest'albero che cresce di dieci centimetri ogni dieci minuti. Che poi sono un centimetro al minuto e non so quanti millimetri al secondo.
E io non avevo mai sentito di un amore così grande che non c'ho creduto, pensavo fosse uno scherzo, una burla, come quando ti dicono "Guarda un asino che vola" e tu ti guardi bene dal guardare per non farti prendere in giro. Pensavo che fosse una palla e lo vedevo crescere di dieci centimetri ogni dieci minuti, che poi sono un centimetro al minuto e non so quanti millimetri al secondo. E mi dicevo: ma come è possibile? non esiste niente che cresce così veloce, è tutto finto. E 'sto coso, 'sto albero, 'st'amore è cresciuto come un baobab sul pianeta del Piccolo Principe e ha distrutto tutto. E allora quando ha distrutto tutto mi sono detto "Oh quest'albero ha distrutto tutto, quindi esiste, qualcosa che non esiste non può distruggere qualcosa che esiste, è logica!". E mi sono detto ancora "Guarda com'è grande quest'amore e io che l'ho visto crescere e non c'ho creduto, ma ora ho un'amore speciale! che cresce dieci centimetri ogni dieci minuti, uno al minuto e chissà quanto al secondo. Quanto sono fortunato".
E invece no. Sono sfortunato. Che 'st'albero senza pianeta dove cresce? E infatti quest'albero non c'è più. Io non avevo mai sentito di un amore così grande e quindi non c'ho creduto, non ho curato questo baobab, che pensavo fosse uno scherzo, come quando ti dicono "Guarda un asino che vola" e tu ti guardi bene dal guardare per non farti prendere in giro.
Quanto sono sfortunato.

giovedì 19 maggio 2011

Il tuo regalo d'addio.

È un campo di grano nel quale sei tornato a nasconderti che è stato arato.
È una crepa che silenziosa avanza.
È una pietra legata al collo.
È il gelato caduto dalle mani di un bambino.
È la prima partita rimandata per pioggia.
È un aquilone stroncato dal vento.
È scoprire, crescendo, che tuo padre non è infallibile.
È l'onda che distrugge il castello di sabbia.
È la speranza che annega in un futuro incerto.
Sono gli amici andati senza dire niente.
È sentirsi traditi.
È un respiro strozzato, un sospiro soffocato.
Sono i ricordi sepolti sotto le macerie.
È la delusione che mi hai donato.

sabato 14 maggio 2011

Bill...

The world is like a ride in an amusement park, and when you choose to go on it you think it's real because that's how powerful our minds are. The ride goes up and down, around and around, it has thrills and chills, and it's very brightly colored, and it's very loud, and it's fun for a while. Many people have been on the ride a long time, and they begin to wonder, "Hey, is this real, or is this just a ride?" And other people have remembered, and they come back to us and say, "Hey, don't worry; don't be afraid, ever, because this is just a ride." And we … kill those people. "Shut him up! I've got a lot invested in this ride, shut him up! Look at my furrows of worry, look at my big bank account, and my family. This has to be real." It's just a ride. But we always kill the good guys who try and tell us that, you ever notice that? And let the demons run amok … But it doesn't matter, because it's just a ride. And we can change it any time we want. It's only a choice. No effort, no work, no job, no savings of money. Just a simple choice, right now, between fear and love. The eyes of fear want you to put bigger locks on your doors, buy guns, close yourself off. The eyes of love instead see all of us as one. Here's what we can do to change the world, right now, to a better ride. Take all that money we spend on weapons and defenses each year and instead spend it feeding and clothing and educating the poor of the world, which it would pay for many times over, not one human being excluded, and we could explore space, together, both inner and outer, forever, in peace.

Flusso.

Guido su strisce d'asfalto, fra auto e autovelox, superando una ad una le ore piccole. Tu come tutte le notti mi tieni sveglio, almeno una volta a settimana te ne sono grato. Tu mi prepari un pasto completo con tutti i sapori che i pensieri possono avere. Così un chilometro sono felice e quello dopo estasiato, un chilometro sono triste e due dopo quasi morto. Io guido e la mia testa gira come le ruote su cui corro: una centrifuga di pensieri che all'apparenza è bianca. Di notte non vedo uccelli da schivare (come se potessi). Di notte non dormo più negli autogrill in cui tu russavi mentre io parlavo della dittatura in questo paese. Non ti poggi più sulla mia spalla. Non ho più le tue gambe da accarezzare, che sull'autostrada il cambio serve a poco (nella mia macchina ancora meno). E io guido ancora, investendo a 130 all'ora i pensieri per aprirli e vedere cosa ci sia dentro. Io guido e tu vai via. Chissà se mi hai seppellito vicino ad un campo di baseball, di sicuro sono lontano più di quanto lo saremo quando sarai col piccolo naso verso l'alto, sotto un'architettura sovietica: il nostro amore come il comunismo.