venerdì 20 maggio 2011

Fabbrica

Meglio morire che dover non dire. Dite bene voi cara madre quando dite di certi santi che vengono a scoprire le grandi verità su Dio, la Madonna, il cielo, il paradiso e l'inferno, che questi santi per paura che gli scappi detta 'sta verità che è troppo grande e troppo importante per le persone, per i cristiani normali e soliti, quei santi lì che vengono a scoprire le grandi verità, scappano in cima alle montagne, nel ventre dei boschi per parlare coi sassi, con le pietre morte, coi rami secchi ma non più coi cristiani che non gli scappi detto. Che è meglio che la gente normale non la viene a sapere.

Il baobab


Ci credi se ti dico che esiste un albero che cresce di dieci centimetri ogni dieci minuti? che poi sono un centimetro al minuto, che sarebbero non so quanti millimetri al secondo? Tu lo guardi e lo vedi crescere.
E no... tu non ci credi. Io lo so perché tu non ci credi. Perché noi crediamo solo alle cose che vediamo o che abbiamo già sentito dire da un sacco di persone o dalla televisione. Neanche io ci crederei fossi in te.
E quindi tu non ci credi a quest'albero che cresce di dieci centimetri ogni dieci minuti. Che poi sono un centimetro al minuto e non so quanti millimetri al secondo.
E io non avevo mai sentito di un amore così grande che non c'ho creduto, pensavo fosse uno scherzo, una burla, come quando ti dicono "Guarda un asino che vola" e tu ti guardi bene dal guardare per non farti prendere in giro. Pensavo che fosse una palla e lo vedevo crescere di dieci centimetri ogni dieci minuti, che poi sono un centimetro al minuto e non so quanti millimetri al secondo. E mi dicevo: ma come è possibile? non esiste niente che cresce così veloce, è tutto finto. E 'sto coso, 'sto albero, 'st'amore è cresciuto come un baobab sul pianeta del Piccolo Principe e ha distrutto tutto. E allora quando ha distrutto tutto mi sono detto "Oh quest'albero ha distrutto tutto, quindi esiste, qualcosa che non esiste non può distruggere qualcosa che esiste, è logica!". E mi sono detto ancora "Guarda com'è grande quest'amore e io che l'ho visto crescere e non c'ho creduto, ma ora ho un'amore speciale! che cresce dieci centimetri ogni dieci minuti, uno al minuto e chissà quanto al secondo. Quanto sono fortunato".
E invece no. Sono sfortunato. Che 'st'albero senza pianeta dove cresce? E infatti quest'albero non c'è più. Io non avevo mai sentito di un amore così grande e quindi non c'ho creduto, non ho curato questo baobab, che pensavo fosse uno scherzo, come quando ti dicono "Guarda un asino che vola" e tu ti guardi bene dal guardare per non farti prendere in giro.
Quanto sono sfortunato.

giovedì 19 maggio 2011

Il tuo regalo d'addio.

È un campo di grano nel quale sei tornato a nasconderti che è stato arato.
È una crepa che silenziosa avanza.
È una pietra legata al collo.
È il gelato caduto dalle mani di un bambino.
È la prima partita rimandata per pioggia.
È un aquilone stroncato dal vento.
È scoprire, crescendo, che tuo padre non è infallibile.
È l'onda che distrugge il castello di sabbia.
È la speranza che annega in un futuro incerto.
Sono gli amici andati senza dire niente.
È sentirsi traditi.
È un respiro strozzato, un sospiro soffocato.
Sono i ricordi sepolti sotto le macerie.
È la delusione che mi hai donato.

sabato 14 maggio 2011

Bill...

The world is like a ride in an amusement park, and when you choose to go on it you think it's real because that's how powerful our minds are. The ride goes up and down, around and around, it has thrills and chills, and it's very brightly colored, and it's very loud, and it's fun for a while. Many people have been on the ride a long time, and they begin to wonder, "Hey, is this real, or is this just a ride?" And other people have remembered, and they come back to us and say, "Hey, don't worry; don't be afraid, ever, because this is just a ride." And we … kill those people. "Shut him up! I've got a lot invested in this ride, shut him up! Look at my furrows of worry, look at my big bank account, and my family. This has to be real." It's just a ride. But we always kill the good guys who try and tell us that, you ever notice that? And let the demons run amok … But it doesn't matter, because it's just a ride. And we can change it any time we want. It's only a choice. No effort, no work, no job, no savings of money. Just a simple choice, right now, between fear and love. The eyes of fear want you to put bigger locks on your doors, buy guns, close yourself off. The eyes of love instead see all of us as one. Here's what we can do to change the world, right now, to a better ride. Take all that money we spend on weapons and defenses each year and instead spend it feeding and clothing and educating the poor of the world, which it would pay for many times over, not one human being excluded, and we could explore space, together, both inner and outer, forever, in peace.

Flusso.

Guido su strisce d'asfalto, fra auto e autovelox, superando una ad una le ore piccole. Tu come tutte le notti mi tieni sveglio, almeno una volta a settimana te ne sono grato. Tu mi prepari un pasto completo con tutti i sapori che i pensieri possono avere. Così un chilometro sono felice e quello dopo estasiato, un chilometro sono triste e due dopo quasi morto. Io guido e la mia testa gira come le ruote su cui corro: una centrifuga di pensieri che all'apparenza è bianca. Di notte non vedo uccelli da schivare (come se potessi). Di notte non dormo più negli autogrill in cui tu russavi mentre io parlavo della dittatura in questo paese. Non ti poggi più sulla mia spalla. Non ho più le tue gambe da accarezzare, che sull'autostrada il cambio serve a poco (nella mia macchina ancora meno). E io guido ancora, investendo a 130 all'ora i pensieri per aprirli e vedere cosa ci sia dentro. Io guido e tu vai via. Chissà se mi hai seppellito vicino ad un campo di baseball, di sicuro sono lontano più di quanto lo saremo quando sarai col piccolo naso verso l'alto, sotto un'architettura sovietica: il nostro amore come il comunismo.

Il piano.

È facile, forse anche romantico, pensare che dietro tutto questo ci sia un piano, un disegno del destino. Mi spiace, accusami di nuovo di essere sterile e freddo, di essere cieco ai sogni e insensibile ai bisogni dell'anima di sognare: non esiste nessun progetto. Siamo noi a collegare i fatti con una causalità dettata dalla nostra esperienza. È solo un'illusione. Tutto accade per caso. Ogni cosa che succede è come un pezzo di puzzle che può adattarsi a qualsiasi altro, sei tu che mettendolo dove più ti piace costruisci l'immagine finale. Siamo noi a pensare questo piano, solo dopo che i fatti sono avvenuti. Siamo dio a posteriori. Siamo onnipotenti impotenti. Anche se a volte ne abbiamo la sensazione, non c'è nessun disegno superiore: pensaci bene.

Stelle cadenti.

Nessuno ha mai pensato che io ti amassi, ti stimassi e che tu fossi tutto ciò che desideravo. Questo mi preoccupa. Anche tu non l'hai né pensato, né sentito: che enorme fallimento. Pensavi di non poter competere con l'altra e io ti ho messo una medaglia d'oro al collo, ti ho sollevato (sei leggera) fino al gradino più alto, ma non te ne sei mai accorta. Del resto "il resto della vita" è un tempo troppo lungo per me che arrivo alle cose o troppo presto o troppo tardi.
Ti avevo promesso calma e pace, amore e tenerezza, attenzione e rispetto e ti ho dato una guerra civile: il nostro amore come il comunismo.
Un giorno mi desidererai in una stella cadente. Questo è il mio desiderio per la prossima stella cadente.