Siamo io e te abbracciati e le tue lacrime pesanti come la Luna mi cadono sul collo e mi scorrono giù lungo la spalla, bruciano sulla pelle straziata dai graffi e dai morsi delle tue parole.
E Battiato dovrebbe ritirarsi e non fare più concerti a cui potrai andare con qualcun altro.
Poi penso che non posso temere nulla, non perché lo impone la normale logica razionale, o la retorica romantica, ma perché la realtà che abbiamo sperimentato è stata il punto di giunzione di una circonferenza sulla quale è registrata la scala del piacere, dallo zero, lo strazio, all'infinito, l'estasi; così abbiamo barcollato su quel confine tenendoci per mano, come quando camminavamo al mare sugli scogli, per non cadere.
E abbiamo fatto cose alquanto strane: su quel cadavere abbiamo posto con cura, sugli occhi chiusi, due monete d'oro. Allora un pensiero nostalgico mi ha suggerito di rubarne una da tenere come feticcio romantico di quello che è stato. Quando mi sono girato per prendere la più vicina delle due, l'altra era sparita, la più vicina a te, che avevi rubato senza fartene accorgere. Con un sorriso ho attirato la tua attenzione, ho preso tra il pollice e l'indice l'ultima moneta, l'ho stretta fra i denti per saggiarne l'autenticità, come si vede fare in quei film che non abbiamo mai visto, e l'ho messa sul mio occhio: sono morto per metà.
E ora mi sento come Maradona: il più grande di tutti, il genio decaduto in rovina. Lontano dalle tue grazie.
Lontano da te, lontano dal cuore. Magari non era proprio così ma è così.
giovedì 12 maggio 2011
martedì 10 maggio 2011
Presunzione
Ho un fortissimo attacco di presunzione:
la fame, le guerre umanitarie, le guerre di pace, le guerre civili, i morti sul lavoro, l'AIDS nel mondo e soprattutto nel terzo mondo, la miseria, le catastrofi naturali, le catastrofi artificiali, la corruzione, la malattia del corpo ma soprattutto la malattia della mente, le disgrazie e le sciagure, oggi non sono niente, neanche messe tutte insieme, sono triste, infinitamente triste. Oggi detengo questo record: sono l'uomo più triste del mondo.
la fame, le guerre umanitarie, le guerre di pace, le guerre civili, i morti sul lavoro, l'AIDS nel mondo e soprattutto nel terzo mondo, la miseria, le catastrofi naturali, le catastrofi artificiali, la corruzione, la malattia del corpo ma soprattutto la malattia della mente, le disgrazie e le sciagure, oggi non sono niente, neanche messe tutte insieme, sono triste, infinitamente triste. Oggi detengo questo record: sono l'uomo più triste del mondo.
sabato 30 aprile 2011
La causa
Parlami di te.
Parlami come parli a te stessa prima di dormire, raccontami di quel signore che vorrebbe avere vent'anni di meno per farti la corte o di una di quelle notti passate senza di me.
Mostrami la tua rabbia vera e uccidiamola con una risata.
Raccontami tutto quello che poteva essere ma non è stato.
I tuoi silenzi mi hanno sigillato dentro una busta trasparente: puoi vedermi ma non puoi sentire il mio odore.
I tuoi silenzi hanno sigillato la verità dentro le mie bugie.
Parlami come parli a te stessa prima di dormire, raccontami di quel signore che vorrebbe avere vent'anni di meno per farti la corte o di una di quelle notti passate senza di me.
Mostrami la tua rabbia vera e uccidiamola con una risata.
Raccontami tutto quello che poteva essere ma non è stato.
I tuoi silenzi mi hanno sigillato dentro una busta trasparente: puoi vedermi ma non puoi sentire il mio odore.
I tuoi silenzi hanno sigillato la verità dentro le mie bugie.
lunedì 18 aprile 2011
Cronache di anni luce
"When we are naked, when we're on fire
When we render secret tribute to
This pain we fake, this blue desire
Love is still our craving and our shame"
Sembra tutto preparato ad arte per portare due persone a dire "Non ci lasceremo distruggere" e unirle e serrarle nelle fila della battaglia.
Disse il Paranoico.
Non posso offrirti più nulla, non perché io sia finito, ma perché non hai più nulla da desiderare.
Disse lo Sconfitto.
Lo Sconfitto e il Paranoico hanno ragione e dicono il vero, ma sopra di loro, la ragione sta dalla parte di quell'uomo lì, che nel silenzio e lontano dai clamori della lotta s'allontana mestamente.
Disse un Osservatore.
"Swords to rust. Hearts to dust.
Swords to rust. Hearts to dust.
Swords to rust. Hearts to dust.
...
...
..."
Come un mantra, sottovoce
disse l'Uomo di spalle
When we render secret tribute to
This pain we fake, this blue desire
Love is still our craving and our shame"
Sembra tutto preparato ad arte per portare due persone a dire "Non ci lasceremo distruggere" e unirle e serrarle nelle fila della battaglia.
Disse il Paranoico.
Non posso offrirti più nulla, non perché io sia finito, ma perché non hai più nulla da desiderare.
Disse lo Sconfitto.
Lo Sconfitto e il Paranoico hanno ragione e dicono il vero, ma sopra di loro, la ragione sta dalla parte di quell'uomo lì, che nel silenzio e lontano dai clamori della lotta s'allontana mestamente.
Disse un Osservatore.
"Swords to rust. Hearts to dust.
Swords to rust. Hearts to dust.
Swords to rust. Hearts to dust.
...
...
..."
Come un mantra, sottovoce
disse l'Uomo di spalle
domenica 3 aprile 2011
I primi segni
Ci sono due cose che mi fanno capire che sto invecchiando:
la prima è che quando mi sdraio dopo aver mangiato e bevuto sento un lieve bruciore alla bocca dello stomaco;
la seconda è che inizio ad immaginare una vita intera insieme a te.
(Mi fai invecchiare)
la prima è che quando mi sdraio dopo aver mangiato e bevuto sento un lieve bruciore alla bocca dello stomaco;
la seconda è che inizio ad immaginare una vita intera insieme a te.
(Mi fai invecchiare)
martedì 29 marzo 2011
Ironia
Noi due su quel letto
in quella casa deserta,
in quella stanza con le pareti bianche e strette,
avevamo deciso che sarebbe finita lì,
stanchi dello strazio della nostra storia;
e la prima canzone di quel nuovo cd
che stavamo ascoltando per la prima volta,
insieme nel silenzio:
"Ma se mi stacco da te mi strappo tutto
Ma il mio meglio, o il mio peggio
ti rimane attaccato, appiccicoso come un olio denso"
e siamo scoppiati in una risata che sapeva di pianto.
Nel buio di quella stanza, non ci toccavamo,
non sapevo dov'eri,
e ti ho ritrovata
seguendo quella tua risata.
in quella casa deserta,
in quella stanza con le pareti bianche e strette,
avevamo deciso che sarebbe finita lì,
stanchi dello strazio della nostra storia;
e la prima canzone di quel nuovo cd
che stavamo ascoltando per la prima volta,
insieme nel silenzio:
"Ma se mi stacco da te mi strappo tutto
Ma il mio meglio, o il mio peggio
ti rimane attaccato, appiccicoso come un olio denso"
e siamo scoppiati in una risata che sapeva di pianto.
Nel buio di quella stanza, non ci toccavamo,
non sapevo dov'eri,
e ti ho ritrovata
seguendo quella tua risata.
venerdì 17 dicembre 2010
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