Succede poi che ti ritrovi a guardare un viso: parti dagli occhi, scendi lungo il naso arrivi fra le labbra e scegli una delle due metà del volto e col dito perso in quella valle morbida vai a sinistra verso l'angolo della bocca e quindi sulle guance fino all'orecchio, fai un giro di pista su questo e scendi giù lungo l'ovale del viso fino al mento e da lì risali alle labbra per partire verso l'altra metà inesplorata lungo lo stesso percorso.
(Tutto questo senza mai farsi prendere dalla tentazione di andare verso il collo.)
E succede che non pensi perché non ne hai bisogno e senti e quasi una lacrima sfugge dagli occhi per quello che senti.
Quello che senti sono pensieri non ragionati ma che filano alla perfezione, in mano hai un passe par tout: cerchi, trovi e apri la porta della felicità e ti ci lanci dentro.
Tu, piccolo fiore lisergico, mi hai regalato il tuo succo e quella porta aperta era solo una finestra.
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