venerdì 22 agosto 2008

2

Vorrei essere come la protagonista de "L'isola":
muta
innamorata
puttana
assassina.
E pazza.

1

Siamo ciò che abbiamo perso?
e puoi perdere solo ciò che possiedi...
e non ho mai avuto granché...
niente da perdere
e niente da essere.

mercoledì 20 agosto 2008

Sensibile

La parola "sensibile" è vaga come stelle dell'Orsa.

Francesca Mambro, protagonista dell'eversione nera degli anni '70,

si è presa qualche ergastolo

per omicidi organizzati, realizzati, rivendicati, confessati,

ma si è proclamata innocente rispetto alla strage di Bologna.

Francesca Mambro era allora come oggi la donna di Giusva Fioravanti,

un tizio colpevole di decine di delitti a sfondo labilmente politico.

Delitti diventati famosi per la ferocia e la facilità con cui vennero commessi,

spesso a danno di gente che nulla aveva a che fare con le sue cause,

e a volte dettati dalla follia piuttosto che da un qualche credo neofascista.

Un ragazzo la cui gioventù venne violentata da troppa televisione.

Giusva era uno pronto per la Uno Bianca prima della Uno Bianca.

Qualche anno fa un giudice chiese a Francesca

perchè lo scelse come compagno di vita.

A questa domanda rispose con una frase da ginnasio nichilista,

lapidaria,

nel senso di lapide:

"Giusva era il ragazzo più sensibile che avessi mai incontrato".

Che razza di tipacci fossero gli altri ragazzi che aveva frequentato

non ci è dato sapere.

Di sicuro Francesca con gli uomini non è stata fortunata,

e la parola "sensibile" resta dubbia e ambivalente

come il coinvolgimento dei NAR per i fatti del 2 agosto 1980.

Francesca Mambro è citata nei ringraziamenti di un disco intitolato:

"Abbiamo pazientato 40 anni, ora basta!"

Sensibili anche loro.

Per evitare di confondere la sensibilità con l'eversione fascista e stragista,

stabiliremo dei limiti.

Definiamo quindi neosensibilismo il nostro modo di essere sensibili.

che del tutto si distacca dalle ambiguità di Francesca Mambro

da cui ci dissociamo anche per l'uso sconsiderato e irresponsabile del vocabolario.

La signora Mambro e il camerata Fioravanti sono fuori di galera.

Fa male ammettere che al momento vincono due a zero

Offlaga Disco Pax - Bachelite

domenica 17 agosto 2008

Cantico dei Drogati

Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore.
Le parole che dico
non han più forma né accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento.
Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi.
Quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.
Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Perché non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già usati
per queste ed altre sere.
E chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.
E soprattutto chi
e perché mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.
Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.
Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria.

F. De Andrè - Tutti Morimmo a Stento

sabato 16 agosto 2008

Questioni

Un tempo vedevo film con Lei.
Ora solo.
C'è ancora Lei con me?
ed io sono ancora in Lei?

venerdì 15 agosto 2008

Suggestioni
















Gli ami sono strumenti per la caccia
pronti a prendere la preda penetrandole la carne.
Io e te siamo due ami intrecciati per la loro concavità
tenuti in tensione da due fili
che tirano in direzioni opposte sulla stessa retta.

sabato 2 agosto 2008

Schroeder, il pescatore

Sedevo sulla riva del Bernadotte

e gettavo molliche nell'acqua,

per vedere i pesciolini combattere

finché il più forte otteneva la preda.

Oppure andavo al mio piccolo pascolo,

dove i maiali tranquilli se ne dormivano nella broda

o ammusando amorosamente fra loro,

e vuotavo un canestro di meliga gialla

e li osservavo spingersi e strillare e mordersi

e pestarsi l'un l'altro per arrivarci.

E così vidi la tenuta di Christian Dallman

di più di tremila acri

inghiottire il pezzetto di Felix Schmidt,

come un luccio inghiotte un pesciolino.

Dico, se c'è qualcosa nell'uomo -

spirito, o coscienza, o soffio di Dio -

che lo renda diverso dai pesci e dai porci,

mi piacerebbe vederlo!



Edgar Lee Master - Antologia di Spoon River