mercoledì 10 febbraio 2010
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martedì 15 dicembre 2009
martedì 17 novembre 2009
mercoledì 28 ottobre 2009
All’amato se stesso dedica queste righe l’Autore
Quattro.
Pesanti come un colpo.
“A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio”
Ma uno
come me
dove potrà cacciarsi?
Che tana m’han preparata?
S’io fossi
piccolo
come il Grande Oceano,
sulla punta delle onde m’alzerei,
carezzerei la luna con il mio flusso.
Dove trovare un’amata
che mi somigli?
Minuscolo sarebbe il cielo per contenerla!
Oh s’io fossi povero
come un miliardario!
L’anima disprezza i soldi:
un ladro insaziabile s’annida in essa.
Ai desideri miei, alla sfrenata orda
non basta l’oro di tutte le Californie.
S’io fossi balbuziente
come Dante
o Petrarca!
Accendere l’anima per una sola!
Ordinarle coi versi di ridursi in cenere!
E le parole
e il mio amore
sarebbero un arco di trionfo:
pomposamente,
senza lasciar traccia, vi passerebbero
le amanti di tutti i secoli.
Oh s’io fossi
silenzioso
come il tuono:
con un sol gemito
farei tremare l’eremo vacillante della terra.
Se
la mia voce enorme
urlerà a tutta forza,
le comete torceranno le loro braccia di fuoco,
e a capofitto si getteranno dalla disperazione.
Coi raggi dei miei occhi rosicchierei la notte:
oh s’io fossi
appannato
come il sole!
Vorrei proprio
abbeverare con la mia luce
il seno smagrito della terra!
Passerò,
trascinando il mio amore enorme.
In quale notte
delirante,
malata,
quali Golia m’han concepito,
così grande
e così inutile?
giovedì 27 agosto 2009
INSIEME
Portami dove c'è gente
Portami dove non bisogna parlare
Portami dove non si paga niente
Portami dove la notte non si spegne
Portami dove si vede la strada
Portami dove non conosco la strada
E fa che il giorno si dimentichi di arrivare
Portami dove è morbido
Portami dove non si sente
Portami dove non si aspetta
E fa che il giorno si dimentichi di arrivare
Portami dove non sono mai stato
Portami dove non sarei mai potuto andare
Portami dove c'è gente
Portami dove non si paga niente
Portami dove non si vede la strada
Portami dove non conosco la strada
Portami dove non si sente
Portami dove non si scende
Portami dove non bisogna parlare
Portami dove non si paga niente
E fa che il giorno si dimentichi di arrivare
EL MUNIRIA : Stanza 218
martedì 4 agosto 2009
Notte e notti.
della mia realtà interna,
musa,
chiave universale
apri le porte dei sensi:
il caldo è caldo
solo se è più cocente di te
il freddo di meno,
l'alto di più di te,
il basso di meno,
nulla di più affascinante,
nulla di più bello.
La relatività ruota intorno al perno
delle tue dimensioni assolute.
Fai l'amore e sudi cielo,
il desiderio lo esprimi in nuvole
e con sospiri fra i gemiti
le metti in moto,
scegli di usare le mani
per renderti materiale,
scateni la tua malia
con lo sguardo
e mi sciogli in pulviscolo:
io seguo il binario dei raggi del sole
per giungere a te
che domini la luce ed il buio
per esaltare le tue forme.



